Autobiografia, autofiction e non fiction novel. Iaia Caputo e Scuola Holden

 

autofiction

 

Guardarsi allo specchio, da un genere all'altro

 

Programma corso on-line

 

Autobiografia, autofiction o non fiction novel: nella storia che hai in mente, in quale genere ti sentiresti più a tuo agio come io narrante?

I recinti del romanzo tradizionale sono saltati e, ormai, sembra che questi siano i modi in cui il nostro tempo ha deciso di raccontarsi. Ci si guarda allo specchio: ebbene, perché no? L’importante, come dice Antonio Pascale, è comprarsi uno specchio più grande, per includere l’altro e gli altri nel proprio discorso. Stiamo parlando di tre generi che spesso confluiscono uno nell’altro e allora impareremo prima di tutto a distinguerli, leggendo autrici e autori che hanno saputo interpretarli al meglio: dall’autobiografia innovativa di Annie Ernaux a quella autenticamente falsa dell’ultimo Eshkol Nevo. Dall’autofiction di Francesco Piccolo e Rosa Montero alla non fiction di due maestri: Javier Cercas ed Emmanuel Carrère. E naturalmente scriveremo, provando a trovare la nostra singolarissima voce attraverso la loro.

Se hai voglia di partire per questo viaggio, comincia a pensare a una storia: non deve essere necessariamente la tua. Ricordati, se ti è piaciuta la metafora dello specchio, di fare in modo che sia grande abbastanza da farci entrare uno spicchio di mondo. E non restarci troppo a lungo davanti: leggi, leggi, leggi. E poi guardati intorno.

Le lezioni si terranno online, in streaming, in modo da creare una classe virtuale (poi ti spiegheremo come collegarti alla piattaforma); gli incontri saranno anche registrati, nel caso in cui qualcuno voglia poi rivedere la lezione (perché era assente o magari distratto: capita).

 

Calendario

Dalle ore 19.00 alle 21.00 nei seguenti giorni:

  • 10, 17, 24 giugno
  • 1, 8, 15, 22, 9 luglio

 

Costo

Il costo è di 260 euro.

 

Iscrizioni

È possibile iscriversi on-line, sul sito della Scuola Holden.

 

La docente


Bio

Bio

Iaia Caputo insegna Scrittura Creativa e Scrittura Autobiografica a Milano, alla scuola Holden di Torino e tiene corsi annuali e workshop in diverse città. Scrittrice ed editor, è autrice dei saggi Mai devi dire, Di cosa parlano le donne quando parlano d'amore, Il silenzio degli uomini (questi ultimi pubblicati da Feltrinelli), e dei romanzi Dimmi ancora una parola (Guanda), ed Era mia madre (Feltrinelli, 2016). I suoi libri sono stati tradotti in Spagna, Portogallo, Croazia. A settembre 2020 uscirà il memoir Il gusto di una vita.



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Corsi in programma

Era mia madre

Era mia madre (2016)

Era mia madre (2016)
Parigi. È qui che la passione per la danza ha condotto Alice, acrobata di un'esistenza precaria come la maggior parte dei suoi coetanei: la generazione senza futuro, quella immersa in un eterno presente che si sente derubata da chi l'ha preceduta. Il suo vivere fuori squadra e senza radici è in parte anche una sfida alla madre - insigne grecista, docente universitaria, alle spalle brucianti passioni politiche e un presente di dolenti disillusioni -, da sempre convinta che l'unico antidoto al caos e alle brutture del mondo è la bellezza; che ci si può considerare vivi fino a quando ci si lascia sopraffare dalla nuda poesia dell'esistenza. Dopo uno scontro feroce, la accompagna alla stazione e, mentre un giovane pianista "di strada" sta suonando con mani incerte una semplice melodia, la madre si accascia. A Napoli, dove la riportano in coma, quel corpo diventa per Alice uno scrigno di memoria e un enigma, a ogni nuova scoperta - sorprendenti segreti e impensate fragilità una figura sempre più mutevole e cangiante. Il ritorno a Napoli coincide per lei con il ritorno nella casa della sua infanzia, dove è costretta a una difficile convivenza con il padre, chiuso in una scontrosa solitudine. Iaia Caputo scava nel cuore di una figlia per arrivare al grande cuore di sua madre, per ripercorrere la catena dei giorni e dell'accadere, perché capita che infine sia il dolore che insegna l'arte di vivere.

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