Corso Avanzato di Scrittura Creativa e Tecniche Narrative a Milano a cura di Iaia Caputo

 

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Il corso è aperto a quanti hanno frequentato il primo corso di Scrittura Creativa all’Elfo Puccini.

 

  • Dove: Mano Libera Officina d'Arte, via Eustachi 13 (Porta Venezia)

  • Date: mercoledì 30 ottobre, 13, 27 novembre, 11 dicembre 2019, 29 gennaio, 12, 26 febbraio 2020.

  • Orario: dalle ore 19 alle ore 21

  • Costo: 400€, comprensivo di materiale didattico

  • Informazioni e iscrizioni: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.



Presentazione del corso

Per prenotarsi per la giornata di presentazione: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

 

Il corso è aperto a quanti hanno frequentato il corso base di Scrittura Creativa all'Elfo Puccini e a chi ha già esperienze di precedenti corsi di scrittura. È poi richiesta, nell'ambito degli otto incontri, la realizzazione di un testo narrativo non superiore alle diecimila battute.

Programma 

 

  • Lezione 1 La pagina bianca. Come nasce una storia.
    Per diventare scrittori è necessario leggere, leggere moltissimo, appassionatamente, ma a questo punto anche con competenza. Al primo incontro è richiesto ai partecipanti di arrivare con una sinossi dettagliata e un’analisi altrettanto approfondita di un testo narrativo già letto (preferibilmente romanzo) scelto dalla propria biblioteca, prendendo in considerazione l’incipit (scelta della persona, tempo verbale, piano o piani narrativi, ambientazione, stile, genere. I personaggi, protagonisti e non; la scelta di una o più descrizioni del o dei personaggi giudicate particolarmente incisive. I dialoghi: lo stile e il peso all’interno del testo. Quando e con quali espedienti narrativi la storia decolla andando verso il momento di apice (climax): dramma, incontro, svolta inattesa eccetera. Scioglimento della tensione. Finale. In aula valuteremo alcuni degli elaborati e approfondiremo i vari elementi individuati nei testi narrativi
    scelti.
  • Lezione 2 La storia che ho in mente.
    Ciascuno porterà il proprio progetto narrativo (meglio se racconto, che si svilupperà non oltre le diecimila battute). Una volta pronta la sinossi o una scaletta o un’idea è indispensabile domandarsi non solo quale storia si voglia scrivere, ma perché la si vuole scrivere.
    In aula valuteremo insieme alcuni dei progetti e analizzeremo un racconto edito scelto dalla docente.
  • Lezione 3 Cercare la propria voce.
    Ognuno di noi ha un timbro, una vocalità diversa, una sorta di impronta digitale della scrittura, però trovarla e riconoscerla non è così facile, ci vuole esercizio, come nel canto, e poi lasciarsi andare, senza paura di stonare, perché niente è peggio che imitare voci altrui.
    In aula verrà consegnato l’incipit degli elaborati, a cui seguirà la lettura e la discussione.
  • Lezione 4 Il dialogo. Chi parla? Come parla?
    Uno degli scogli dell’esordiente è certamente il dialogo. O, meglio, un dialogo che sia credibile, attribuendo a ciascun personaggio una voce propria, e un modo di esprimersi coerente con l’identità che gli abbiamo attribuito. In aula leggeremo alcuni dialoghi esemplari. Seguirà consegna, lettura e discussione degli elaborati.
  • Lezione 5 I sentimenti
    Non solo e non necessariamente l’amore, ma non esiste testo narrativo privo di sentimenti: un romanzo o un racconto non devono mai spiegare, ma emozionare i pensieri. E non c’è narrazione senza sentimenti. In aula consegna degli elaborati. Lettura e discussione.
  • Lezione 6 I personaggi, amici, compagni, sorelle e fratelli.
    Il personaggio inizia a esistere nella nostra immaginazione, ma una volta calato in una storia dobbiamo renderlo vivo, tridimensionale , e per riuscirci è necessario renderlo credibile, verosimile. In aula consegna degli elaborati. Lettura e discussione.
  • Lezione 7 I generi letterari. Dove abita la nostra storia.
    Il genere è come una casa o, se volete, un abito, dentro cui collocare la storia che vogliamo raccontare.
    Excursus tra i principali generi letterari. Impariamo a riconoscerli, anche per infrangerli. In aula consegna degli elaborati. Lettura e discussione.
  • Lezione 8
    Arrivati alla fine del corso dedicheremo quest’ultimo incontro, che coincide con la consegna di un testo narrativo definitivo, a un confronto tra i partecipanti sulle difficoltà, i fallimenti, le sfide affrontate e, naturalmente, i risultati raggiunti.

  

La docente


Bio

Bio

Iaia Caputo, per molti anni giornalista, è scrittrice e traduttrice. Autrice dei saggi Mai devi dire, Di cosa parlano le donne quando parlano d’amore (Corbaccio), Le donne non invecchiano mai, Il silenzio degli uomini (Feltrinelli), e dei romanziDimmi ancora una parola (Guanda), Era mia madre (Feltrinelli, maggio 2016). I suoi libri sono stati tradotti in Spagna, Portogallo, Croazia. A Milano tiene corsi e workshop di Scrittura e Tecniche narrative e di Scrittura Autobiografica.

     



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Era mia madre

Era mia madre (2016)

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Parigi. È qui che la passione per la danza ha condotto Alice, acrobata di un'esistenza precaria come la maggior parte dei suoi coetanei: la generazione senza futuro, quella immersa in un eterno presente che si sente derubata da chi l'ha preceduta. Il suo vivere fuori squadra e senza radici è in parte anche una sfida alla madre - insigne grecista, docente universitaria, alle spalle brucianti passioni politiche e un presente di dolenti disillusioni -, da sempre convinta che l'unico antidoto al caos e alle brutture del mondo è la bellezza; che ci si può considerare vivi fino a quando ci si lascia sopraffare dalla nuda poesia dell'esistenza. Dopo uno scontro feroce, la accompagna alla stazione e, mentre un giovane pianista "di strada" sta suonando con mani incerte una semplice melodia, la madre si accascia. A Napoli, dove la riportano in coma, quel corpo diventa per Alice uno scrigno di memoria e un enigma, a ogni nuova scoperta - sorprendenti segreti e impensate fragilità una figura sempre più mutevole e cangiante. Il ritorno a Napoli coincide per lei con il ritorno nella casa della sua infanzia, dove è costretta a una difficile convivenza con il padre, chiuso in una scontrosa solitudine. Iaia Caputo scava nel cuore di una figlia per arrivare al grande cuore di sua madre, per ripercorrere la catena dei giorni e dell'accadere, perché capita che infine sia il dolore che insegna l'arte di vivere.

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