Corso Avanzato di Scrittura Creativa e Tecniche Narrative a Milano a cura di Iaia Caputo, al Teatro Elfo Puccini

 

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Il corso è aperto a quanti hanno frequentato il primo corso di Scrittura Creativa all’Elfo Puccini.

 

  • Dove: Teatro Elfo Puccini, Corso Buenos Aires 33, Milano.

  • Date: da stabilire, da aprile a giugno 2019

  • Orario: dalle ore 19 alle ore 21

  • Costo: 350€, compreso materiale didattico (Sconto 10% studenti e abbonati Elfo)

  • Informazioni e iscrizioni: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.



Presentazione del corso

Per prenotarsi per la giornata di presentazione: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

 

La “cassetta degli attrezzi” è stata aperta; abbiamo familiarizzato con l’idea che la scrittura, prima di diventare un’arte, è un mestiere, con regole, logiche e saperi da conoscere e controllare. In questa seconda fase si sperimenterà quel poco o molto che si è appreso mettendosi al lavoro, con la passione e l’umiltà di artigiani alle prese con i propri primi manufatti.

Ma è anche arrivato il momento di confrontarsi con diversi professionisti per entrare dietro le quinte della scena editoriale.

Tre delle otto edizioni saranno aperte a un editor, a un redattore e a uno scrittore che ci racconteranno il libro: il suo nascere, farsi e arrivare sugli scaffali delle librerie, ciascuno dal proprio punto di vista. Il corso si articola in otto lezioni nelle quali si affronteranno le tematiche fondamentali per cimentarsi con un testo, e verranno dati stimoli, suggerimenti ed esercitazioni così da permettere a ciascuno di confrontarsi con le proprie possibilità e, soprattutto, scoprirne di nuove.

Programma 

 

  • La pagina bianca o lo schermo vuoto. Come nasce una storia.
  • Correzione dei testi iniziati in aula e rivisti a casa. L’incipit, la trama, il climax e il finale. Come questi elementi devono trovare posto anche nel più breve dei racconti.
  • Le parole sono le nostre alleate: aggettivi, avverbi, sinonimi.
  • Fingendo di essere Dio: come dar vita ai nostri personaggi.
  • Quando finisce una storia? Avviarsi alle conclusioni. Tutto quello che non deve mai accadere. Piano, pianissimo o il colpo di scena?
  • Le altre tre lezioni saranno aperte all’ospite di turno in date da definire.

  

La docente


Bio

Bio

Iaia Caputo, per molti anni giornalista, è scrittrice e traduttrice. Autrice dei saggi Mai devi dire, Di cosa parlano le donne quando parlano d’amore (Corbaccio), Le donne non invecchiano mai, Il silenzio degli uomini (Feltrinelli), e dei romanziDimmi ancora una parola (Guanda), Era mia madre (Feltrinelli, maggio 2016). I suoi libri sono stati tradotti in Spagna, Portogallo, Croazia. A Milano tiene corsi e workshop di Scrittura e Tecniche narrative e di Scrittura Autobiografica.

     



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Corsi in programma

Era mia madre

Era mia madre (2016)

Era mia madre (2016)
Parigi. È qui che la passione per la danza ha condotto Alice, acrobata di un'esistenza precaria come la maggior parte dei suoi coetanei: la generazione senza futuro, quella immersa in un eterno presente che si sente derubata da chi l'ha preceduta. Il suo vivere fuori squadra e senza radici è in parte anche una sfida alla madre - insigne grecista, docente universitaria, alle spalle brucianti passioni politiche e un presente di dolenti disillusioni -, da sempre convinta che l'unico antidoto al caos e alle brutture del mondo è la bellezza; che ci si può considerare vivi fino a quando ci si lascia sopraffare dalla nuda poesia dell'esistenza. Dopo uno scontro feroce, la accompagna alla stazione e, mentre un giovane pianista "di strada" sta suonando con mani incerte una semplice melodia, la madre si accascia. A Napoli, dove la riportano in coma, quel corpo diventa per Alice uno scrigno di memoria e un enigma, a ogni nuova scoperta - sorprendenti segreti e impensate fragilità una figura sempre più mutevole e cangiante. Il ritorno a Napoli coincide per lei con il ritorno nella casa della sua infanzia, dove è costretta a una difficile convivenza con il padre, chiuso in una scontrosa solitudine. Iaia Caputo scava nel cuore di una figlia per arrivare al grande cuore di sua madre, per ripercorrere la catena dei giorni e dell'accadere, perché capita che infine sia il dolore che insegna l'arte di vivere.

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